Una Chiesa che si trasforma in attesa del suo Sposo

Il Convegno pastorale diocesano per ripartire dal Sinodo

 

Si è svolto domenica 22 febbraio 2026, presso l’auditorium della Parrocchia Gesù Salvatore di Vena di Ionadi, il Convegno pastorale diocesano dal titolo “Una Chiesa che ascolta, discerne e cammina insieme. Dal Documento finale del Sinodo alle scelte pastorali”.

All’incontro hanno partecipato oltre 500 fedeli provenienti dalle parrocchie e dalle diverse realtà ecclesiali della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, segno concreto di una comunità viva e desiderosa di mettersi in ascolto dello Spirito per progettare il proprio futuro.

La giornata si è aperta con la preghiera presieduta dal Vescovo, Attilio Nostro, che ha richiamato l’importanza di un cammino ecclesiale condiviso, fondato sull’ascolto reciproco e sulla corresponsabilità. A seguire, l’introduzione dei Vicari episcopali, don Pasquale Rosano e don Roberto Carnovale, ha delineato le finalità dell’incontro: tradurre il cammino sinodale in scelte pastorali concrete e operative.

Due gli interventi principali che hanno scandito il cuore del Convegno.

Suor Antonia Del Mas, religiosa del PIME operante nella Diocesi di Rossano-Cariati, ha ripercorso le tappe del cammino sinodale della Chiesa universale e italiana, offrendo una sintesi efficace del Documento finale del Sinodo. La sua riflessione ha evidenziato la necessità di una conversione sinodale, missionaria e anche strutturale delle comunità cristiane, chiamate a rinnovarsi per essere sempre più segno credibile del Vangelo nel mondo contemporaneo.

Di forte impatto anche la relazione di don Vito Impellizzeri, preside della Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” di Palermo. Il teologo ha descritto l’attuale momento storico della Chiesa come un tempo sospeso tra il “non più” e il “non ancora”, invitando ad avviare processi profetici capaci di guardare oltre le difficoltà del presente. La Pasqua di Cristo – ha sottolineato – è il criterio del vero cambiamento: la comunità dei credenti vive nell’attesa dello Sposo e traduce questa tensione escatologica in carità concreta, prossimità e amore reciproco.

È emersa con forza la necessità di una sintesi vitale tra liturgia e spiritualità, dove i carismi – dono dello Spirito Santo – non siano ridotti a semplici competenze organizzative, ma riconosciuti come grazia che anima e rinnova la vita ecclesiale. Non si tratta di “gestire” la fede, ma di lasciarsi guidare dalla Parola e dallo Spirito.

Nelle conclusioni, il Vescovo Nostro ha incoraggiato il prosieguo del percorso attraverso laboratori pastorali nei Vicariati, coinvolgendo presbiteri e laici delle diverse realtà ecclesiali, con l’obiettivo di giungere a scelte pastorali condivise e operative. I coordinatori delle aree di Curia, don Rocco Suppa e don Giuseppe Gagliano, hanno quindi indicato il metodo e i nuclei tematici attorno ai quali si articolerà il lavoro dei prossimi mesi: fragilità, famiglia e cultura.

Il Convegno si è concluso con il canto del Magnificat, affidando alla lode e alla speranza il cammino di una Chiesa che, nelle sfide della storia, desidera rinnovarsi per essere segno credibile del Vangelo. Un appuntamento che non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase pastorale per l’intera diocesi, chiamata a trasformarsi nell’attesa del suo Signore.